La BCE ha alzato negli ultimi tempi i tassi d’interesse dal 2 al 3,75%. Conseguenza di ciò è ovviamente un rialzo dei tassi dei mutui e delle rate da pagare (se a tasso variabile).
Se prendiamo ad esempio un mutuo da 100.000€ in 15 anni, l’aumento medio è sui 70€ al mese (facendo un media sul sentito dire tra Associazioni bancarie e dei consumatori), le famiglie insolventi risultano al 5,1% in Italia.
L’associazione banchieri imputa questo andamento all’aumento dei tassi… vero, ma sicuri che non ci sia correlazione con la bolla immobiliare che (credo, leggendo qua e la tra i blog-friends) stia partendo dagli Stati Uniti? Non posso rispondere in quanto non ne so un H, ma lascio il compito ai blog-friends…
Se le persone iniziano a non pagare il mutuo i consumi che fine faranno? E se i consumi calano, si può parlare di recessione o forse, se fosse meno tragica, di deflazione?
Forse stiamo finendo proprio lì, ed il fatto di aver sentito parlare di questo argomento il tg2 e il tg1 (nell’ordine) forse mi dice che siamo giunti al capolinea…
Tanto noi che leggiamo i blog non lo sapevamo già?
By salvatore secret on Mar 29, 2007 | Reply
domanda semplice … la quantità di moneta in circolazione determina il grado di inflazione/deflazione. I tassi di interressi sembra l’unico strumento che ha BCE per tarare questa quantità monetaria. Mi chieso … da quando sono nato vedo sempre anni di inflazione … non ho mai visto in vita mia una inflazione negativa … ma esiste?
La deflazione è meglio o peggio dell’inflazione …
con la seconda aumentano i prezzi e non si vive un granchè … ma con la seconda …
Ecco … chi risponde a questo mio dilemma …
By roby on Mar 30, 2007 | Reply
provo a dire la mia ma sono il meno inidcato.
Credo che di fronte ad un aumento dei tassi l’approccio
americano rispetto a quello europeo ed italiano in particolare sia diverso.
Gli anni passati a fronte di una diminuzione di tassi gli americani
hanno fatto la rincorsa alle rinegoziazioni dei mutui.
così facendo ed approfittando anche della bolla imobiliare tante famiglie si
sono indebitate contraendo mutui che per quanto fossero a condizioni
migliori rispetto a quelli estinti erano anche superiori al valore
residuo di questi ultimi….la liquidità in eccesso l’americano se la
spende in consumi favorendo nel breve l’economia (liquidità) ma trovandosi
a mal partito quando i tassi aumentano.
Putroppo l’amerigano spendaccione è: non ha la cultrura del risparmio che
può avere un europeo (in genere non fare il passo più lungo della gamba)
ed ora che i tassi si sono alzati ci sono tante sofferenze.
In italia abbiamo percentuali di rinegoziazione mutui molto più basse,
introno al 6% contro il 30% americano..è un diverso approccio.
Almeno questo - anche se un po confuso - è il mio pensiero.